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Spese di trasferta tracciabili dal 2025, la chance delle carte dedicate solo ai viaggi di lavoro

Il rimborso del canone/costo di ricarica può essere ritenuto esente da imposizione in capo al dipendente e completamente deducibile per l’azienda


A partire dal 1° gennaio 2025, aziende e professionisti dovranno far fronte a importanti cambiamenti nella gestione delle trasferte. Infatti, l’articolo 10 del Ddl di Bilancio 2025 prevede che tutte le spese di vitto, alloggio, viaggio, taxi e Ncc, relative alle trasferte di cui al comma, 5 articolo 95 del Tuir - e dunque effettuate fuori dal territorio comunale da dipendenti e da co.co.co. - dovranno essere saldate con mezzi di pagamento tracciabili, come carte di credito, debito o bonifici bancari, per evitare che diventino imponibili (e dunque tassate) in busta paga. In aggiunta, la mancata tracciabilità di tali spese comporta, per l’azienda, la loro relativa indeducibilità ai fini Ires/Irpef nonché Irap (si veda il precedente articolo «Trasferta e rappresentanza, per la deduzione niente contanti»).


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